31/07/13

Work/works: Work Life, work-life o worklife

L'Europa perde circa 200 miliardi di euro all'anno per malattie stress correlate, negli Stati Uniti il costo è di 300 miliardi di dollari l'anno. La Cee calcola che i costi delle malattie mentali si aggirano attorno a circa il 2/3% del prodotto interno lordo per la riduzione della produttività e prevede che nel 2000 la depressione rappresenterà la seconda causa di malattia della comunità. Già oggi la psicopatologia si manifesta con sempre maggiore chiarezza come un'epidemia sociale e più precisamente come epidemia socio-comunicativa.

Se vogliamo sopravvivere dobbiamo essere competitivi e per farlo bisogna essere connessi, ricevere ed elaborare in continuazione un'immensa e crescente quantità di dati con conseguente stress, deficit di attenzione e riduzione del tempo disponibile per l'affettività. Per i knolwledge workers l'alienazione prodotta da un lavoro senza continuità è un grave problema personale e per le organizzazioni in cui lavorano. I social network, introducendo pesantemente le componenti esistenziali, "drogano" questi processi esasperando i tempi lavorativi e il coinvolgimento di ciascun attore. Si è passati insomma da un regime controllato di tempi definiti dedicati al lavoro e alla casa ad un mix sempre più correlato e a volte definitivamente inscindibili dei due mondi. I nuovi mezzi di comunicazione facilitano questi processi poiché non richiedono più spazi fisici specifici: l'ufficio coincide con l'i-pad ma i costi e gli equilibri personali derivanti da questa esasperazione sono difficili e non trascurabili.